Cannes: in concorso Garrone, Moretti e Sorrentino


Nanni Moretti, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone. Tre italiani in concorso a Cannes come non accadeva da più di vent’anni. E a conferma del momento storico i tre autori hanno mandato un commento congiunto: “Siamo felici e orgogliosi di rappresentare l’Italia in concorso al prossimo Festival di Cannes. Siamo consapevoli che è una grande occasione per noi e per tutto il cinema italiano. I nostri film, ognuno a suo modo, cercano di avere uno sguardo personale sulla realtà e sul cinema; ci auguriamo che la nostra presenza a Cannes possa essere uno stimolo per tanti altri registi italiani che cercano strade meno ovvie e convenzionali”.

Momento storico. L’ultima volta era stato il 1994 e i titoli italiani erano quattro: Caro Diario di Moretti (che fu premiato per la regia), Le buttane di Aurelio Grimaldi, Una pura formalità di Giuseppe Tornatore e Barnabo delle montagne di Mario Brenta. Quest’anno tre autori molto amati dal festival si scontrano in un derby a tre. Sorrentino e Garrone già una volta hanno diviso il palco del festival quando nel 2008 Il divo si è aggiudicato il Premio della Giuria e Gomorra il Grand Prix. Garrone è tornato sulla Croisette nel 2012 con Reality premiato dalla giuria presieduta da Nanni Moretti che gli attribuì nuovamente il Grand Prix. L’anno prima Habemus Papam e This Must Be the Place erano tornati a mani vuote. Come pure La grande bellezza poi trionfatore agli Oscar 2014. Chissà come giudicaranno il nostro cinema i fratelli Ethan e Joel Coen quest’anno presidenti di giuria, per la prima volta una presidenza condivisa, per omaggiare i fratelli del cinema nei 120 anni della nascita della settima arte per merito di due fratelli, i Lumière.

Il film di Garrone. Tale of Tales – Il racconto dei racconti, il nuovo film di Matteo Garrone, è una produzione internazionale girata in inglese che vanta nel cast star del livello di Salma Hayek, Vincent Cassel e John C. Reilly. Liberamente ispirato a “Lo Cunto de li cunti” di Giambattista Basile, autore napoletano del XVII secolo, precursore di tutta la letteratura fiabesca dei secoli successivi, il film intreccia tre storie diverse, relative alla descrizione di tre regni con tre sovrani, rispettivamente Salma Hayek, Vincent Cassel e Toby Jones. Nel cast ricchissimo un ruolo anche per Alba Rohrwacher che lo scorso anno ha accompagnato la sorella Alice nel trionfo di Le meraviglie, premiato con il Grand Prix.

Il film di Sorrentino. Cast stellare anche per Youth – La giovinezza, protagonista Michael Caine (vincitore di due Oscar), Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda, pure lei vincitrice di due Oscar. Il film racconta le vicende di due vecchi amici, Fred e Mick, entrambi vicini agli 80 anni, che si ritrovano in vacanza in un albergo sulle Alpi. Fred è un compositore e direttore d’orchestra al quale viene proposto di tornare sulle scene. Mick è un regista che sta finendo di scrivere quello che pensa sarà il suo ultimo film importante.

Il film di Moretti. Ed è un regista, anzi la regista Margherita Buy, anche il protagonista del film di Nanni Moretti, Mia madre, da oggi nelle sale. Moretti ha deciso di affidare il ruolo da protagonista a Margherita Buy, una regista in crisi divisa fra il set di un film che parla dell’occupazione di una fabbrica con un attore italoamericano indisciplinato (John Turturro) e il capezzale della madre (l’attrice di Strehler e Ronconi Giulia Lazzarini). A confondere ancor di più Margherita, la figlia adolescente (la tredicenne Beatrice Mancini) che si rende conto di non conoscere troppo a fondo, e una relazione che sta finendo. Moretti interpreta il fratello Giovanni.

In gara con Van Sant e Todd Haynes. I nostri autori dovranno vedersela con il film di apertura La tete Haute di Emmanuelle Bercot, Deephan di Jacques Audiard, Marguerite et Julien dell’attrice Valerie Donzelli, il film The Lobster del regista greco Yorgos Lanthimos con Léa Seydoux e Colin Farrell, Carol di Todd Haynes, Nie yin niang del regista cinese Hou Hsiao-Hsien, Louder Than Bombs del regista norvegese Joachim Trier, Son of Saul, diretto dall’ungherese László Nemes, Mountains May depart del regista cinese Jian Zhang Ke, Our little sister del giapponese Koreeda Hirokazu, Macbeth dell’australiano Justin Kurzel, The sea of Trees di Gus Van Sant, Sicario di Denis Villeneuve, regista canadese, La loi du marché di Stéphane Brizé. In realtà Thierry Fremaux ha detto che nei prossimi giorni saranno annunciati ancora tre o quattro titoli in corsa per la Palma.

 

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