Un giorno sul set fotografico con Claudio Di Capua


 

Claudio di Capua, classe 1990 , giovane e talentuoso fotografo nel campo della moda, nasce a Castellammare di Stabia  ma vive in giro per il mondo

 

Silvia Bianculli:

Ciao Claudio, raccontaci come ti sei avvicinato alla fotografia, quale è stato il tuo percorso?

 

Claudio Di Capua:

Diciamo pure che nel mondo della fotografia ci sono praticamente nato, dal momento che sono figlio d’arte, ma il vero colpo di fulmine nasce all’età di 11 anni, quando dilettandomi a realizzare qualche foto ho capito cosa realmente rappresentasse lo scatto per me, l’idea di poter rendere immortale ciò che fotografavo.

Da quel momento, naturalmente, grazie alla grande passione e alla professione di mio padre, mi sono dedicato sempre di più all’arte fotografica.

 

Silvia Bianculli:

Quindi ti definisci un autodidatta o c’è qualcuno in particolare che ti aiutato a crescere in questo settore?

 

Claudio Di Capua:

Come dicevo, la mia curiosità legata alla passione per la fotografia, mi ha spinto sempre di più a documentarmi, per questo posso tranquillamente dirti che nasco autodidatta, ma in seguito ho deciso di seguire diversi corsi di tecnica, specifici per il mio perfezionamento, che mi hanno permesso di conseguire un diploma/attestato in fotografia.

Ma è anche vero che, nel mio percorso, sono stati diversi i personaggi ad influenzarmi e ad insegnarmi tecniche e tendenze, a partire dai docenti delle accademie che ho frequentato, fino ai “mostri sacri ” della fotografia come Helmut Newton , Richard Avedon  ed il nostrano Mario Testino.

Silvia Bianculli:

C’è un genere di fotografia che prediligi?

 

Claudio Di Capua:

Amo tutto ciò che riguarda la fotografia, ma  il genere fotografico al quale sono più legato è quello della moda.
Silvia Bianculli:

Quanto è importante per un fotografo guardare e valutare il lavoro dei suoi colleghi?

 

Claudio Di Capua:

Credo che osservare il lavoro dei colleghi sia un ulteriore arricchimento, ma generalmente osservo e valuto solo a questo fine,  personalmente preferisco sempre attenermi alle mie idee e al mio stile.
Silvia Bianculli:

Ha mai avuto delusioni in questo lavoro? Se si, in quale momento particolare della tua carriera?

 

Claudio Di Capua:

Per quanto mi riguarda non posso parlare di vere e proprie delusioni, quello che mi delude invece, è vedere la modalità con la quale a volte viene rappresentata la fotografia per alcuni.

Mi sconcerta vedere la nobile arte “violentata

 

Silvia Bianculli:

Quali sono invece le soddisfazioni più grandi che hai ricevuto da questo lavoro?

 

Claudio Di Capua:

Le soddisfazioni più grandi riesco ad averle in particolar modo dal mio pubblico, quando per farti un esempio, mi rendo conto  che il senso del messaggio che ho voluto trasmettere attraverso un mio lavoro, viene percepito e soprattutto apprezzato.

 

Silvia Bianculli:

Ti sei mai ispirato a qualche mito della fotografia?

 

Claudio Di Capua:

Ad essere sincero, l’ispirazione nei miei progetti nasce sempre da una mia idea, tuttavia posso dirti di sentirmi molto ispirato  dal grande Steven Meisel , che sembrerebbe a detta di qualcuno essere molto vicino al mio stile, naturalmente scherzo la mia è una battuta assolutamente ironica, ma non ti nascondo che sarei molto onorato se potessi  avvicinarmi al suo stile.
Silvia Bianculli:

Hai una particolare macchina fotografica che prediligi?

 

Claudio Di Capua:

Le mie “bambine”preferite  sono hasselblad per il medio formato,  per la sua particolare nitidezza, i suoi 16 bite colore e praticità all’uso, mentre per i 35 mm preferisco Canon che mi da un prodotto finito senza particolari accorgimenti di post produzione. In ogni caso non escludo collaborazioni anche con altre case produttrici.
Silvia Bianculli:

Dove vorresti svolgere la tua attività fotografica?

 

Claudio Di Capua:

Adoro molto  come viene praticata la fotografia in  grandi Paesi come il Brasile, oppure gli Stati Uniti, in cui mi recherò a breve per alcuni lavori. Ma sono del parere che bisogna nutrire la cultura nel proprio paese di origine, non dimentichiamo che l’Italia un tempo era considerata la patria dell’arte, quindi perché non alimentare questa crescita al momento un po’ offuscata?
Silvia Bianculli:

Ci sono degli scatti o dei lavori che hai realizzato che ami particolarmente?

 

Claudio Di Capua:

Tutto ciò che realizzo lo amo profondamente allo stesso modo, ma ci sono alcuni lavori in particolare che mi hanno permesso di esprimermi liberamente e nel migliore dei modi, beh quelli sono sicuramente gli scatti ai quali sono più legato.
Silvia Bianculli:

Oggi hai realizzato un servizio fotografico di moda su Giulia Campesi “Top Model of the World Italy 2014” come vivi la presenza di estranei sul set?

 

Claudio Di Capua:

La giornata di oggi si è svolta con un team ed una compagnia ricca di professionalità ed efficienza, ecco quando gli “estranei” di cui si parla, aggiungono maggiori risultati al prodotto finale sono felice.

Non amo invece, tensioni e confusioni sul  set, preferisco la tranquillità al fine di potermi concentrare per poter realizzare un ottimo servizio.

 

Silvia Bianculli:

Mentre eravamo sul set fotografico ho notato che sei molto gentile e paziente, cercando sempre di mettere Giulia a proprio agio, sono doti che hai sempre avuto o le hai dovute apprendere?

 

Claudio Di Capua:

Giulia oltre ad avere una disarmante bellezza, è una ragazza molto dolce ed umile, caratteristiche non facili da trovare in questo settore, per questi motivi  è stato semplice stabilire un feeling  con lei, ma  voglio comunque precisare, senza presunzione alcuna, che la mia disponibilità e gentilezza rappresentano nel mio lavoro il mio punto di forza.

Caratterialmente adoro i rapporti umani e tendo a creare quasi da subito un contatto con la modella, a mio avviso, questo è il primo passo per ottenere un ottimo risultato.
Grazie a Claudio Di Capua per l’intervista e le immagini

 

 

 

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